L'editing è il fenomeno che si verifica nel momento in cui il narratore accetta la presenza attiva di un suo lettore.
Un lettore in particolare, però, non "lettori" in generale. Un lettore
non tace dopo aver letto un testo. Se il narratore è disponibile a
concepirne il punto di vista, scatta il meccanismo che si chiama editing. Ovviamente il narratore non dovrà necessariamente prendere in considerazione tutto quello che l'editor consiglia, ma ciò è soggettivo, dipende dalla personalità di chi scrive.
Diciamo
che l'editor è un lettore ideale e definitivo che considera gli aspetti
della scrittura sui quali l'autore ha sorvolato, che non corregge ma
invita a riflettere, altrimenti rischia di diventare un ghost writer.
Un buon editor chiede di motivare talune scelte prese durante la
stesura e se non sono sufficientemente spiegate è probabile che non la
stia pensando allo stesso modo del narratore, e se le cose non vanno
chiede ancora spiegazioni finché non sorge il dubbio.
C'è da dire,
però, che la scrittura non è un'invenzione, una creazione che possa
essere originale. Il punto è che ci stiamo addentrando in un processo "mentale",
e per "mentale" intendo l'elaborazione subconscia di pensieri, fatti,
eventi intrecciati che partono dalla vita dell'autore. La mente tende
solo ad associare o assimilare informazioni. Elabora il "già visto", ma
non pensa nulla che possa andare "fuori dall'immaginazione", quindi
avere un'idea originale altro non significa che aver portato
l'immaginazione all'estremo, cioè non fuori dall'ambito mentale. In
poche parole: un cieco non può vedere quello che non ha visto. La mente
non crea, ma può trasformare, perciò gli sceneggiatori ci consigliano di
tenere occhi e orecchie aperti e di guardarci intorno.
Tornando
all'editing, non esistono metodi per applicarlo, ma tutti noi abbiamo
acquisito un nostro metodo. L'editing è il cuore della scrittura, e il
cuore dell'editing sono le scelte (che si dividono in alternative).
Perciò,
è bene sapere individuare il maggior numero di alternative e verificare
qual è la migliore, cioè quante volte possiamo scrivere una cosa in
maniere diverse, fino ad arrivare all'opzione in cui la lingua meglio
rende ciò che effettivamente volevamo dire, e il modo in cui volevamo
dirlo.
Ogni alternativa racchiude in sé una prospettiva diversa, ogni
prospettiva un'alternativa. La cosa importante per uno scrittore è
imparare a suscitare le reazioni giuste: far sorridere o commuovere al
momento giusto.
Il processo di editing è di solito una fase
obbligatoria al momento della pubblicazione di un romanzo presso le
editorie, che presenteranno il loro editor per evitare di presentare il
"peggio". Dal momento in cui l'editor taglia e modifica parti del testo è
solo per migliorarlo, ma non ci si deve arrendere subito: se ciò che è
scritto è messo a posto, si riesce a spiegare e difendere quanto
scritto.
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