Lo scopo della letteratura è creare mondi inesistenti, mondi immaginari
riciclati nella realtà che circonda il suo ideatore. Uno scopo della
letteratura può essere quello di restituire al mondo tutto quello che lo
scrittore ha saccheggiato, dopo averlo rielaborato nella fantasticheria
personale.
Principalmente, una narrazione, sia essa un racconto o un
romanzo, si preoccupa dell'interesse del lettore, suscitando domande e
rinviando le risposte. Suscitare domande e rinviare le risposte è un
processo tipico del genere avventuroso o giallo. Ovviamente serve dire
qualcosa di interessante, ma è più importante come la si dice: ciò rientra nello stile di ogni autore.
Costruire un personaggio
Ogni
personaggio ha una prospettiva, una propria visione del mondo, ed è
fatto di pregi e difetti come noi. L'insieme di pregi, che ci avvicinano
ad esso, e dei difetti, che ce ne allontanano, costituiscono il
programma emotivo del personaggio, attraverso il quale vedrà il mondo e
si articolerà nella narrazione. Una volta decisa la prospettiva, il
personaggio si muoverà da solo, questo perché l'autore non per forza
deve avere il controllo su tutto per non creare delle marionette; la
bravura dello scrittore consiste appunto nel creare personaggi tanto
differenti tra loro.
Non facciamo confusione tra lo stile e la prospettiva!
Lo
stile è la maniera in cui si scrive, la prospettiva è il modo di
ragionare di un personaggio: le azioni di un personaggio possono essere
scritte in terza persona o in prima (lo stile), i suoi pensieri o le
emozioni costituiscono la prospettiva.
Quali sono le caratteristiche
che deve avere un personaggio per essere degno di nota? Qualsiasi cosa
si scriva si elabora dalla realtà, ma poi si crea la letteratura
attorno. Se riportiamo solo dati di fatto corriamo il rischio di
ottenere un'opera autobiografica, mentre più fantastichiamo attorno e
meno sembrerà che quelli letti siano i fatti nostri. Un conto è
ispirarsi a una persona, un conto è riprodurla così com'è, ma se
prendessimo un aspetto caratteriale e lo piazzassimo nel personaggio
allora funzionerebbe. Tuttavia, uno scrittore non può non lasciare una
parte di sé nel racconto, per la scelta di un vocabolo, per la
costruzione di una scena, l'esito della trama narrata. Una volta creato
un personaggio, deve vivere, diventare parte della nostra vita. Un
personaggio vanta dei diritti sul suo creatore, cioè la carta bianca.
Trovare una voce
Trovare
una voce è importante per non suonare grotteschi e per valorizzare la
nostra specialità. Per trovare la nostra voce dobbiamo vederci come
personaggi-narratori, "dire la nostra" attraverso i personaggi senza che
nessuno se ne accorga (se vogliamo esprimere la nostra visione del
mondo possiamo usare anche la prima persona).
Esercizio: smontare il lavoro degli altri per capire il nostro
Cerchiamo
dei testi ben congegnati. Lo scopo di questo esercizio è capire il
meccanismo della narrazione. Esistono tanti modi per scomporre il lavoro
degli altri; uno dei più comuni è il metodo delle coppie e delle
differenze.
mentre leggiamo possiamo stabilire coppie di analisi:
dentro/fuori, luce/buio, alto/basso, rosso/verde, caldo/freddo,
prima/dopo. Dopo aver stabilito queste coppie, cerchiamo dei parametri:
il passaggio del personaggio da una stanza a un'altra, da un amiente a
un altro, da uno stato emotivo di tristezza ad uno di gioi ecc. sono
messi a caso? Sono ben distribuiti? A che scopo? Ogni svolta narrativa è
costituita da uno o più di questi passaggi?
Finito questo lavoro
procediamo per le singolarità: quali sono le imagini più "forti" di
questo personaggio o scena? L'autore è consapevole delle potenzialità di
permanenza di queste immagini?
N.B.: ogni storia si struttura in tre atti: inizio, svolgimento, fine.
Se
finalmente ne abbiamo abbastanza dei testi degli altri, troviamo le
coppie, le differenze e le singolarità nelle nostre narrazioni.
Adesso, ecco due esercizi per partire con un minimo di pianificazione:
Sintetizzare
una scena circoscritta usando solo tre descrizioni, poi con una sola
descrizione (osserviamo la scena da dove siamo situati in questo
momento, l'importante è partire da cosa vediamo);
Prendere alcuni racconti (propri o altrui) e immaginare di circoscrivere il tema dei racconti con una sola frase.
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