lunedì 23 agosto 2010

Lavorare sui testi

Lo scopo della letteratura è creare mondi inesistenti, mondi immaginari riciclati nella realtà che circonda il suo ideatore. Uno scopo della letteratura può essere quello di restituire al mondo tutto quello che lo scrittore ha saccheggiato, dopo averlo rielaborato nella fantasticheria personale.
Principalmente, una narrazione, sia essa un racconto o un romanzo, si preoccupa dell'interesse del lettore, suscitando domande e rinviando le risposte. Suscitare domande e rinviare le risposte è un processo tipico del genere avventuroso o giallo. Ovviamente serve dire qualcosa di interessante, ma è più importante come la si dice: ciò rientra nello stile di ogni autore.

Costruire un personaggio

Ogni personaggio ha una prospettiva, una propria visione del mondo, ed è fatto di pregi e difetti come noi. L'insieme di pregi, che ci avvicinano ad esso, e dei difetti, che ce ne allontanano, costituiscono il programma emotivo del personaggio, attraverso il quale vedrà il mondo e si articolerà nella narrazione. Una volta decisa la prospettiva, il personaggio si muoverà da solo, questo perché l'autore non per forza deve avere il controllo su tutto per non creare delle marionette; la bravura dello scrittore consiste appunto nel creare personaggi tanto differenti tra loro.
Non facciamo confusione tra lo stile e la prospettiva!
Lo stile è la maniera in cui si scrive, la prospettiva è il modo di ragionare di un personaggio: le azioni di un personaggio possono essere scritte in terza persona o in prima (lo stile), i suoi pensieri o le emozioni costituiscono la prospettiva.
Quali sono le caratteristiche che deve avere un personaggio per essere degno di nota? Qualsiasi cosa si scriva si elabora dalla realtà, ma poi si crea la letteratura attorno. Se riportiamo solo dati di fatto corriamo il rischio di ottenere un'opera autobiografica, mentre più fantastichiamo attorno e meno sembrerà che quelli letti siano i fatti nostri. Un conto è ispirarsi a una persona, un conto è riprodurla così com'è, ma se prendessimo un aspetto caratteriale e lo piazzassimo nel personaggio allora funzionerebbe. Tuttavia, uno scrittore non può non lasciare una parte di sé nel racconto, per la scelta di un vocabolo, per la costruzione di una scena, l'esito della trama narrata. Una volta creato un personaggio, deve vivere, diventare parte della nostra vita. Un personaggio vanta dei diritti sul suo creatore, cioè la carta bianca.


Trovare una voce

Trovare una voce è importante per non suonare grotteschi e per valorizzare la nostra specialità. Per trovare la nostra voce dobbiamo vederci come personaggi-narratori, "dire la nostra" attraverso i personaggi senza che nessuno se ne accorga (se vogliamo esprimere la nostra visione del mondo possiamo usare anche la prima persona).

Esercizio: smontare il lavoro degli altri per capire il nostro

Cerchiamo dei testi ben congegnati. Lo scopo di questo esercizio è capire il meccanismo della narrazione. Esistono tanti modi per scomporre il lavoro degli altri; uno dei più comuni è il metodo delle coppie e delle differenze.
mentre leggiamo possiamo stabilire coppie di analisi: dentro/fuori, luce/buio, alto/basso, rosso/verde, caldo/freddo, prima/dopo. Dopo aver stabilito queste coppie, cerchiamo dei parametri: il passaggio del personaggio da una stanza a un'altra, da un amiente a un altro, da uno stato emotivo di tristezza ad uno di gioi ecc. sono messi a caso? Sono ben distribuiti? A che scopo? Ogni svolta narrativa è costituita da uno o più di questi passaggi?
Finito questo lavoro procediamo per le singolarità: quali sono le imagini più "forti" di questo personaggio o scena? L'autore è consapevole delle potenzialità di permanenza di queste immagini?

N.B.: ogni storia si struttura in tre atti: inizio, svolgimento, fine.

Se finalmente ne abbiamo abbastanza dei testi degli altri, troviamo le coppie, le differenze e le singolarità nelle nostre narrazioni.

Adesso, ecco due esercizi per partire con un minimo di pianificazione:

Sintetizzare una scena circoscritta usando solo tre descrizioni, poi con una sola descrizione (osserviamo la scena da dove siamo situati in questo momento, l'importante è partire da cosa vediamo);

Prendere alcuni racconti (propri o altrui) e immaginare di circoscrivere il tema dei racconti con una sola frase
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