Susan soleva perdersi nel rosso che
sbiadiva sul mare, scoprire il cielo spogliarsi del sole e vestirsi
del buio, il tramonto. Aspettare sulla sabbia l'affiorare dei ricordi
che furono, di ciò che non avrebbe fatto più ritorno.
Il mare era l'unica cosa che le sussurrava. Era l'unica cosa che la facesse sentire ancora viva. Le onde danzavano in perfetto avvolgersi. Sorgevano e morivano l'un nell'altra. Come poteva un'immensità simile essere rinchiusa in un semplice orizzonte? Il mare era amico. Sussurrava nelle ore disperate, nei tristi occhi.
Al tramonto, Susan scese in spiaggia, sentiva l'eco di quel richiamo. Volavano gabbiani, volavano uccelli. Volavano, gli uccelli, senza amarezza che li vincolasse o catena che li trattenesse dal volo.
Sprofondò. Si lasciò tacere dall'acqua, si lasciò cullare...
Riemerse in un brivido di commozione. Un cerchio rosso si distendeva quieto all'orizzonte. Osservò il cielo, le isole agli angoli di quel quadro. Adesso nulla l'avrebbe disturbata da quella visione.
Era cresciuta bambina, ancora con le sue richieste d'affetto e con i suoi capricci. Era consapevole della sua sofferenza, ma non faceva nulla per ostacolarla. E, vedendo di sotto in su i raggi aurei, un dolore le trafisse il petto, per il ragazzo che la lasciò correndo nell'infinito orizzonte...
Mi hai lasciato – intonò il suo cuore – e adesso non so cosa fare. Mi sento sola, mi avevi promesso che avremmo corso insieme in quel tramonto, alla fine dei nostri giorni. Mi avevi promesso d'avermi accompagnata, e invece te ne sei andato. Basta un'onda per sommergerti. Basta una frenata, un'accelerata di troppo per sprofondarti, amato mio. Venivi da me, in fretta per me; e adesso per me non ci sei, a causa di quella fatale strada, di quel dannato incidente, di strage accidentale! Dove sei? Sento le mie lacrime. Ma te, te non sento. Sono troppo debole e accecata. I giorni che furono non esistono. La mia memoria è stanca per ricordare giorni felici. Di tutto quell'amore, solo il ricordo, Richard! Un lontano ricordo in balia di nubi.
Il mare era l'unica cosa che le sussurrava. Era l'unica cosa che la facesse sentire ancora viva. Le onde danzavano in perfetto avvolgersi. Sorgevano e morivano l'un nell'altra. Come poteva un'immensità simile essere rinchiusa in un semplice orizzonte? Il mare era amico. Sussurrava nelle ore disperate, nei tristi occhi.
Al tramonto, Susan scese in spiaggia, sentiva l'eco di quel richiamo. Volavano gabbiani, volavano uccelli. Volavano, gli uccelli, senza amarezza che li vincolasse o catena che li trattenesse dal volo.
Sprofondò. Si lasciò tacere dall'acqua, si lasciò cullare...
Riemerse in un brivido di commozione. Un cerchio rosso si distendeva quieto all'orizzonte. Osservò il cielo, le isole agli angoli di quel quadro. Adesso nulla l'avrebbe disturbata da quella visione.
Era cresciuta bambina, ancora con le sue richieste d'affetto e con i suoi capricci. Era consapevole della sua sofferenza, ma non faceva nulla per ostacolarla. E, vedendo di sotto in su i raggi aurei, un dolore le trafisse il petto, per il ragazzo che la lasciò correndo nell'infinito orizzonte...
Mi hai lasciato – intonò il suo cuore – e adesso non so cosa fare. Mi sento sola, mi avevi promesso che avremmo corso insieme in quel tramonto, alla fine dei nostri giorni. Mi avevi promesso d'avermi accompagnata, e invece te ne sei andato. Basta un'onda per sommergerti. Basta una frenata, un'accelerata di troppo per sprofondarti, amato mio. Venivi da me, in fretta per me; e adesso per me non ci sei, a causa di quella fatale strada, di quel dannato incidente, di strage accidentale! Dove sei? Sento le mie lacrime. Ma te, te non sento. Sono troppo debole e accecata. I giorni che furono non esistono. La mia memoria è stanca per ricordare giorni felici. Di tutto quell'amore, solo il ricordo, Richard! Un lontano ricordo in balia di nubi.
Sei in quella dimensione? L'unica
dimensione oltre questa? L'unica cosa in cui credo, che mi è
rimasto? Lì, in quel sole tinto di rosso... l'unica cosa che mi è
rimasta della vita, di te, di me, dei miei affetti, della mia
frantumata anima?!
Il sole parlava di lui, il mare parlava dei freschi tramonti, tramonti passati, e di tutte le lune. Sole e luna, nel mescolarsi e confondersi l'un nell'altra.
Il cielo si vestì di buio. L'assenza di lui svuotò la luna, e il sole tornò alla sua dimora, così come ogni pensiero d'un morente s'arresta e rifluisce nelle tranquille acque: tutto si ferma, mare e cielo, sole e luna in una cosa sola: l'eternità, l'orizzonte...
Il sole parlava di lui, il mare parlava dei freschi tramonti, tramonti passati, e di tutte le lune. Sole e luna, nel mescolarsi e confondersi l'un nell'altra.
Il cielo si vestì di buio. L'assenza di lui svuotò la luna, e il sole tornò alla sua dimora, così come ogni pensiero d'un morente s'arresta e rifluisce nelle tranquille acque: tutto si ferma, mare e cielo, sole e luna in una cosa sola: l'eternità, l'orizzonte...
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